La gioia del colore, il movimento delle linee, l’equilibrio della massa, l’importanza del gesto, la ricostruzione della forma, la sorpresa degli ossidi, è come se tutto ciò mi indicasse che il “vaso” di per sé non mi ha svelato ancora tutti i suoi m misteri.
La coppia: forme allungate, sensuali che dalla terra vanno verso l’alto, verso il cielo. Forme con segni apparenti che gli fanno acquisire una dimensione plastica essenziale. Due composizioni, oggetti che ne creano una, un’anima sola, nel senso antico di animus, il principio della vita, il cuore dell’opera. La coppia sono due vasi smaltati di motivi multicolori ispirati dalla FORMA. Come i famosi vasi “Ming” cinesi che accanto, formano un tutt’uno.
Le sagome dei “corpi” ceramici sinuosi, che si integrano l’uno con l’altra, la traccia del tessuto sul pezzo. Per la coppia ho aggiunto un valore in più: la “fascia”. Antiche fasce usate per “contenere”, fermare i movimenti degli infanti all’inizio del secolo scorso, ora usati come “matrice” per segnare, marcare, fermare ancora e più la terra. Il bisogno dell’impronta dell’uomo sulla materia. Il pezzo così acquisisce una forza maggiore nella sua aromonia plastica.
La molteplicità delle fonti e delle misture sono ampie: tutto può servire come base di creazione: contenitori di ogni genere, corpi umani, animali fiori, piante, elementi architettonici, tessili.
La decorazione degli ossidi è tracciata liberamente con vivacità al pennello o per aspersione. Macchie, colori dati con leggerezza, come presi da un repertorio espressionista..